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Consulenza di coppia, quando?

Se non riusciamo a superare i momenti di incomprensione, le situazioni di crisi o non siamo in grado di fare delle scelte in un periodo evolutivo della coppia è utile rivolgersi a uno psicologo consulente della coppia.

Un breve percorso indirizzato alla soluzione del problema che potenzi le risorse individuali e il rapporto di coppia con strumenti funzionali alla relazione amorosa, favorirà, dove possibile, l’instaurarsi di un progetto comune di vita, superando le divergenze di vedute.

Non sempre il percorso di coppia avrà come risultato l’unione della coppia. In certi casi, il percorso di crescita porterà ad un esito diverso ed i partner potranno essere accompagnati nella fine del loro rapporto (percorso sempre attuato con la massima libertà di scelta).

La coppia è fatta dal volere di due persone, in mancanza di questo presupposto è ovvio che non esiste la coppia.

Cos’è una relazione amorosa


Due persone si incontrano, si piacciono, si innamorano e formano una coppia.
Forse questa è la parte più intrigante e misteriosa, quella del corteggiamento, della scoperta dell’altro e della sessualità. Durante l’innamoramento i due componenti della coppia non pensano e non vedono altro che la persona amata: si tratta di un vero e proprio momento di obnubilamento dei sensi e della ragione. E’ arrivato l’amore.
La parte più importante però è ancora tutta la costruire: la relazione amorosa.
Essere da soli è molto semplice, perché non dobbiamo scendere a compromessi.
La vera sfida è quella di vivere in una relazione e riuscire a essere se stessi.
La coppia costituisce di per sé un sistema dentro il quale i partner interagiscono continuamente; è qualcosa di comune dove la comunicazione, e quindi la relazione, di uno dei partner comporta il cambiamento dell’altro.
A questo tentativo di costruzione della relazione amorosa concorrono gli obiettivi di realizzazione comuni, la condivisione di una progettualità ed una acquisita capacità di comunicare a livelli emozionali intensi senza perdere di vista la propria autonomia, i propri desideri e la capacità di superare le crisi.
I talenti individuali devono essere la ricchezza della coppia, messi al servizio di essa per costruire un entità diversa e unica. Tutto ciò potrà avvenire, però, se entrambi partner hanno prima compiuto il loro personale percorso di individuazione dalle proprie famiglie.
Il raggiungimento di un’ autonomia affettiva dalla propria famiglia d’origine, come espressione della crescita psicologica del partner, contribuisce ad una maggior stabilità della coppia.

Quando una coppia funziona?

Il rapporto di coppia necessita di tutto il nostro impegno per funzionare al meglio.
Ci possono essere molti tipi di problemi; tuttavia essi potranno essere affrontati adeguatamente se si hanno degli obiettivi chiari, si scelgono delle strategie appropriate e si prevedono le conseguenze delle varie possibilità di comportamento.

– Capacità di affrontare la disillusione
Dobbiamo essere capaci di affrontare i sentimenti negativi associati alle normali difficoltà del rapporto e alla scoperta che, come ogni essere umano, anche la persona amata ha dei difetti. Così come noi non riusciremo ad accontentare sempre il nostro partner e a essere per lui un complemento perfetto, allo stesso modo, anche noi troveremo deludenti certi suoi aspetti e certi suoi modi di fare. Ciò è inevitabile. Dobbiamo imparare a non soffrire eccessivamente per i limiti e le difficoltà del nostro rapporto e a godere al massimo di ciò che invece c’è di positivo in esso.

– Capacità di comunicare
Comunicare per soddisfare i bisogni ed i desideri di entrambi. Spesso il nostro modo di comunicare provoca fraintendimenti, ci si offende e ci si ferisce a vicenda. La sofferenza spesso nasce dall’ incapacità di dialogare ed affrontare costruttivamente i problemi e sentimenti negativi man mano che si presentano.

– Capacità di gratificare il partner
Se desideriamo che il nostro partner sia affettuoso dobbiamo iniziare a esserlo noi. Possiamo gratificare il partner imparando a comprendere quali sono i suoi stati d’animo, desideri e bisogni e a corrispondervi maggiormente prendendoci cura di lui amorevolmente.

– Capacità di affrontare i conflitti
Non esiste una coppia senza conflitti: esistono le coppie che sanno gestire e risolvere i propri conflitti. Le persone sono diverse; inevitabilmente ci troveremo a essere su posizioni contrapposte e ad avere discussioni più o meno animate. Vogliamo ferirci a vicenda o affrontare le differenze in modo costruttivo arrivando a delle soluzioni che favoriscano una crescita?

Questi aspetti aiutano ma non costituiscono l’essenza dell’amore.

La relazione amorosa richiede partecipazione, collaborazione, obiettivi comuni, comportamento rispettoso, e molto di più dell’assommarsi di questi fattori.

Imparare a perdonare e tollerare gli sbagli dell’altro.

Vivere giocosamente il rapporto di coppia e la sessualità con libertà ed allegria.

Insomma, ogni coppia può trovare i proprii ingredienti individualizzati utili a crescere in un reciproco benessere.

Crisi di coppia

Molte coppie in crisi, prima di giungere alla sempre dolorosa decisione di lasciarsi, decidono di intraprendere un percorso di ricostruzione di coppia, per tentare di salvare la loro unione.

La relazione di coppia si trasforma continuamente con il trascorrere del tempo, con la frequentazione e la conoscenza fra i due partners, i sentimenti e le emozioni dell’innamoramento si trasformano in un sentimento più profondo, quello dell’amore.

La relazione fra i due diventa più stabile e solida, ma le emozioni travolgenti dell’inizio si fanno sempre più sbiadite o diventano l’espressione di un’affettività soltanto famigliare.

In una vita di coppia, ci saranno alcuni momenti difficili che i due dovranno affrontare: il modo in cui  queste esperienze verranno vissute indurrà delle trasformazioni sia le due persone, prese singolarmente, sia la loro relazione. In alcuni casi i cambiamenti riguarderanno in prevalenza a solo uno dei due partners, in altri casi entrambi.

Questi cambiamenti, che non sempre vanno nella stessa direzione, possono a volte provocare uno squilibrio molto forte che può spingere la coppia in una profonda crisi (dalla quale non sempre è facile riemergere senza un aiuto).

Tutte le coppie hanno esperimentato momenti di difficoltà qualche volta (non è possibile una vita senza intoppi o problemi) ma è importante sapere risolverli.

Non esistono coppie assolutamente felici, tutti chi più chi meno, durante la loro vita di coppia sperimentano dei conflitti, dei litigi, dei momenti di tensione, più o meno forte.

Le coppie che appaiono più felici tuttavia sembrano avere un segreto, quello di saper gestire i conflitti, con affetto e spirito di amicizia.

Le coppie infelici non hanno questa capacità ed è per questo che ad un certo punto della vita decidono di separarsi, senza cercare possibili rimedi, come quello di un percorso di coppia.

L’obiettivo del sostegno di coppia è quello di fornire ai due una nuova chiave di lettura dei comportamenti propri e del partner nei momenti di crisi per imparare ad accettare le differenze e, soprattutto, individuare comunicazione e atteggiamenti più funzionali ed utili a sostenere un equilibrio e una serenità, se non una felicità, di coppia.

DIFFICOLTA’ A COMUNICARE COL PARTNER


Spesso il problema principale della coppia è che non riesce a comunicare adeguatamente, creando momenti di tensione e di conflitto, a volte difficilmente superabile.
Come osserva P.Watzlawick “Qualsiasi comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione...”. Ciò significa che quando comunichiamo con il nostro partner dobbiamo tener presente diversi aspetti.
Il contenuto che voglio esprimere è chiaro e comprensibile?
Il modo è quello adeguato oppure sto usando un tono di voce troppo alto; sono giudicante?
Penso davvero ciò che sto dicendo al mio compagno/a o desidero solo sfogarmi perchè non mi sento capito/a?
Generalizzando, a scopo esemplificativo, normalmente le donne tendono a lamentarsi e ciò è sufficiente (le amiche ascoltano e comprendono); gli uomini vorrebbero risolvere i problemi delle loro compagne. Ciò crea scompiglio poiché di solito la donna vuole solo sfogarsi e vedere riconosciuti i suoi sentimenti, mentre l’uomo si arrabbia perché vede che la sua compagna non adotta le misure che lui facilmente applicherebbe per risolvere i problemi.
Nella coppia è molto importante riflettere sulla propria comunicazione, accettare le caratteristiche comunicative dell’altro e riuscire ad ascoltare, al di là del modo – come se ascoltassimo con un filtro per capire ciò che realmente vuole trasmettermi l’altro. Concordare insieme un modo chiaro, autentico e sopratutto non giudicante di comunicare è la basi per creare una coppia felice.

INTIMITA'


L’intimità è frutto dell’insieme di numerosi componenti ed implica la capacità di entrare in contatto con le parti strutturanti la personalità.
Sul piano personale presuppone la capacità di entrare in contatto con se stessi, conoscersi per raggiungere il proprio nucleo profondo (sede del pudore, della vergogna delle fantasie); comporta l’acquisizione di stima e fiducia in sé, il raggiungimento di un proprio equilibrio personale che consenta di “mettersi nella pelle dell’altro senza perdersi e ricevere l’altro senza sentirsi invaso” (Pasini, 1990).
E’ molto importante il livello di differenziazione raggiunto, cioè la capacità di mantenere una chiara percezione di sé, di sentirsi separati dall’altro, di mantenere il proprio spazio e la propria distanza, senza fondersi nell’altro.
Solo se c’è una distanza nella coppia è possibile un dialogo. L’importanza dei legami sociali per la vita evidenzia come ci sia un desiderio crescente delle persone di soddisfare il bisogno di entrare con gli altri in relazioni intime, strette e prolungate nel tempo che portino ad una vicinanza emotiva e siano capaci di promuovere il legame e di garantire rispetto, sostegno e comprensione. Si tratta di un desiderio che investe tutte le nostre relazioni significative. L’intimità nella coppia non sembra essere diversa.
L’intimità è un terreno comune non solo per la relazione di coppia, ma anche per le relazioni familiari e per le relazioni amicali (la diminuzione costante della la capacità di instaurare relazioni intime è indice di difficoltà personale).
Spesso si assiste ad un’ambivalenza tra il desiderio e il timore di fidarsi, di essere abbandonate, di essere attaccate nelle proprie fragilità, di perdere la propria individualità. Se abbiamo un’identità ben definita ciò ci consentirà di entrare in relazione con l’altro senza perdere le nostre caratteristiche, senza avere l’impressione di vedere dissolversi nell’altro la propria individualità e originalità. L’ autonomia individuale e capacità di amare sono associate e quindi, tanto più una persona ha raggiunto la propria autonomia ed è consapevole di se stessa tanto più è capace di entrare in intimità con l’altro rispettandone l’unicità.
Diventa importantissimo nell’ambito della relazione di coppia per poter sperimentare intimità il favorire l’identità personale e l’unità di coppia. Favorire la capacità di ciascuno di sperimentarsi come separato e diverso dall’altro all’interno di un rapporto senza rinunciare alla coppia.

MATRIMONIO BIANCO


Il “matrimonio bianco” è un’unione coniugale (attualmente possiamo parlare anche di “coppia bianca” dato l’alto numero di coppie di fatto), dove i due partner, per ragioni diverse, non sono in grado di compiere l’atto sessuale.
Entrambi i coniugi dichiarano di non aver mai compiuto l’atto sessuale completo: né tra loro né con altri partner. Questa situazione si è prolungata nel tempo e si è accettato che questo stato di cose permanga. Spesso vissuta in segreto, tale situazione determina una sorta di rassegnazione senza sbocchi.
Il matrimonio bianco, però, non è una relazione di convivenza tra partner che non esercitano in alcun modo attività sessuale: al contrario, in queste unioni l’elemento sesso è ben presente in altri modi ad esclusione della penetrazione.
Qualunque considerazione possa emergere riguardo i principi morali o gli aspetti educativi condivisi dalla coppia, ciò non è sufficiente a spiegare la tacita esclusione, fin dai primi approcci, della penetrazione durante l’attività sessuale (che la coppia, in qualche modo, esercita senza alcun senso di colpa).
I partner, divenuti coniugi, continuano a consumare il sesso come avevano sempre fatto da fidanzati, adducendo sempre nuove scuse riguardo l’incompletezza della loro vita sessuale.
Tutto ciò spesso può essere funzionale fino al momento in cui si desidera un figlio, fattore scatenante riguardo la presa di coscienza di una incompiutezza che porterà, a volte, alla rottura o dissoluzione della coppia.
In molti casi un valido aiuto risolve queste situazioni, sbloccando i due partner.

ANSIA DI PRESTAZIONE SESSUALE

L’ansia da prestazione sessuale diventa, spesso un problema vissuto con grande sofferenza. L’influenza dei modelli mediatici riguardante tutto ciò che concerne il sesso, ha spesso come risultato la paura della prestazione, il timore di non piacere, di non essere abbastanza capaci, di non essere all’altezza del proprio partner.
La paura dell’eventuale insuccesso pone la persona in una condizione di soggezione nello svolgere l’atto sessuale che si teme di fallire. L’insicurezza rispetto al partner comporterà una condizione di subalternità all’interno della coppia. Questo è il tipico caso in cui la persona si aspetta il fallimento, lo prevede, lo preannuncia; con tale premessa i comportamenti non saranno più liberi e vissuti in modo naturale e piacevole ma inadeguati e innaturali.
A volte accade che l’ansia da prestazione sessuale spinga il soggetto a voler stupire, cercando di strafare, esagerando volutamente nella speranza che ciò possa cancellare il timore di fallire. In realtà tale comportamento non fa altro che innalzare le aspettative della persona, rendendola ancora più esigente e sensibile ad ogni minimo segnale di insuccesso.
L’ansia da prestazione sessuale può causare nell’uomo problemi come la disfunzione erettile e l’eiaculazione precoce. L’insicurezza riguardo la riuscita diventa causa sufficiente per la ‘non riuscita’, innescando così un circolo vizioso dal quale diventerà difficile uscire. L’aiuto di un esperto è in questo caso molto prezioso.

GELOSIA

L’invidia denota il desiderio di avere ciò che ha un altro; la gelosia è questo più il desiderio che l’altro non l’abbia. Si è gelosi di ciò che si ha, invidiosi di quello che gli altri hanno. Spesso nelle coppie questo sentimento, che in modo lieve può essere lusinghiero, diventa un vero e proprio ostacolo alla vita quotidiana e sopraTtutto alla felicità, diventando patologico.
Il bisogno di possedere e di controllare, in tutte le sue forme, è legato ad un’ insicurezza di fondo. Avere ci aiuta a colmare il vuoto avuto da piccoli nel processo di separazione-individuazione: se ci siamo sentiti poco accuditi o frustrati nel rapporto con la madre forse diventeremo dei partner gelosi.
Il concetto del legame esclusivo è tuttavia molto importante sia nell’amore che nella gelosia. Se vi è un tradimento potrà esserci una crisi: non importa se l’intruso provoca una effettiva riduzione del tempo, dell’affettività, dell’amore poiché ogni intrusione di per sé rappresenta una effettiva limitazione del carattere di specificità del rapporto. Per questo, molte persone non riescono a perdonare un tradimento.

CAUSE COMUNI DELLA SEPARAZIONE

Il tradimento

Alcune coppie resistono al tradimento del partner e riescono a ricostruire il rapporto di coppia rendendolo migliore. Sono molti però quelli che non riescono a superare l’essere stati traditi.

Le persone tradite attraversano le fasi del lutto, della negazione, del dolore, della rabbia… Si sentono svuotati dell’amore e della fiducia che provavano per l’altra persona, perdendo l’autostima e la sicurezza in sé. D’altro canto il partner, se scoperto, cerca di recuperare il rapporto di coppia ma spesso è ancora troppo coinvolto dalla persona con cui ha tradito.

Questo non facilita di certo le cose.

Ci vuole perdono e tanto amore ed è utile l’aiuto di un professionista.

La comunicazione giudicante

I rapporti si logorano anche perché i partners diventano troppo critici verso l’altro e  la svalorizzazione reciproca diventa la modalità comunicativa. Aumentano i litigi e i due sentono di aver riposto la loro fiducia nella persona sbagliata.

Soltanto modificando questa modalità si riuscirà a dialogare in modo costruttivo: le parole che escono dal cuore permetteranno di esprimere i nostri bisogni e desideri.

L’altro diventa un ostacolo alla propria realizzazione

Il rapporto si conclude perché uno dei partner giudica l’altro limitante per il suo percorso di realizzazione personale. La comunicazione si è affievolita e ciascuno ha iniziato ad avere molti spazi di attività personali dai quali il partner è stato gradualmente escluso.

Insoddisfazione sessuale

Il partner cerca motivi di gratificazione sessuale in rapporti extraconiugali.

La sessualità è un collante della coppia. Naturalmente non è tutto ma rimane una modalità di soddisfazione e gratificazione molto importante.